Il miglior metodo per insegnare un determinato comportamento ad un bambino è senza dubbio dargli il buon esempio. Nessun genitore vorrebbe che il figlio dicesse bugie, eppure quante volte capita di mentire al proprio bambino? Per lo più ci si giustifica dicendo di volerlo proteggere da una realtà o da un dispiacere per cui non lo si ritiene pronto, ma a volte lo si fa anche solo per evitare di dover dare spiegazioni imbarazzanti o anche per essere più sbrigativi. A ben guardare, comunque, la motivazione di fondo probabilmente è una sola: è l’adulto a non sentirsi pronto ad affrontare con il bambino una determinata questione in quel determinato momento.

 

Ma una facile bugia, seppur detta a fin di bene, è davvero meglio di una difficile verità?

Il bambino considera i propri genitori dei punti di riferimento insostituibili e, prima di mentirgli, bisognerebbe anche prendere in considerazione cosa proverà se (o più probabilmente quando) verrà a scoprire la verità: senso di smarrimento, perdita di fiducia verso gli adulti, sensazione di essere stato tradito da chi ama di più al mondo…

Anche una ricerca delle Università della California – San Diego e di Toronto lo conferma: se i genitori mentono non solo fanno del male ai propri bambini, ma danneggiano anche il rapporto che hanno con loro.

 

 

Discorso a parte meritano alcune bugie “innocenti”, come per esempio quelle riguardanti l’esistenza di Babbo Natale o della Befana. Credere a questi personaggi fantastici, infatti, regala ai bambini attimi di trepidanti emozioni e gioie che custodiranno tra i ricordi più cari anche da adulti e non equivale certamente a prenderli in giro. Basta semplicemente trovare poi il momento e le parole giuste per svelare loro la verità.

 

Ecco alcune bugie spesso raccontate ai bambini, le cui conseguenze sono analizzate dalla psicologa dott.ssa Irene Koulouris:

 

Smetti di fare i capricci o chiamo i vigili/la polizia che ti danno la multa/ti portano in prigione!
Una minaccia di questo tipo alimenta le paure verso forze dell’ordine che sarebbe meglio fossero viste come riferimenti positivi in caso di pericolo!
Inoltre alla lunga il bambino non faticherà a verificare che non è affatto vero che i vigili multano i bambini e smaschererà facilmente la bugia che gli è stata detta.
Infine ci sarebbe da chiedersi perchè il genitore ha bisogno di ricorrere alla minaccia di un intervento esterno per domare un “capriccio” o arginare un comportamento sbagliato di cui si potrebbero invece evidenziare le dirette conseguenze o di cui potrebbe assumersi la responsabilità di “punire” direttamente l’adulto

 

•    Adesso non puoi vedere i cartoni perchè a quest’ora la televisione non funziona.
Queste bugie vengono solitamente dette per “fare prima”, per ottenere un risultato spostando la responsabilità all’esterno. Sono menzogne che con molta probabilità verranno presto a galla facendo ancora una volta sentire il bambino ingannato.
Ma soprattutto: perchè non ci si riesce ad assumere la responsabilità di una scelta educativa? Perchè è così difficile dare un limite spiegandone le ragioni e reggere serenamente le reazioni del piccolo?
I bambini, anche se in un primo tempo protesteranno, hanno bisogno di sentire che il genitore è “forte e fermo” e sa dare loro dei paletti. E con sincerità.

 

•    Andare via di nascosto mentre è distratto.
Questo diffuso comportamento “solleva” la mamma dal sentire gli eventuali pianti del distacco, ma crea difficoltà nel bambino che si fiderà sempre meno ad allontanarsi rimanendo col timore che la madre possa sempre sparire da un momento all’altro.

 

•    La mamma stasera esce perchè deve andare a lavorare (quando invece va a cena con le amiche)
Una bugia di questo tipo è sicuramente meno “dannosa” di tante altre. Ma comunque perchè dirla? E se poi venisse fuori con una telefonata o da un discorso con un’amica che è stata detta una menzogna?
E di nuovo: perchè non si può dire la verità? Anche se è più difficile dover accogliere le proteste dicendo che si esce con le amiche, si trasmette il messaggio costruttivo e rassicurante che anche la mamma tiene alla sua vita, ai suoi spazi e rispetta le proprie esigenze.

 

Ci sono poi le “grosse menzogne” riguardanti i “segreti di famiglia” o “verità difficili” che non si sa come spiegare al bambino e che lasciano segni e problemi che talvolta si svelano in età adulta. “Le bugie hanno le gambe corte” anche nei casi in cui si è certi che la verità non verrà mai fuori e in cui si pensa che la bugia possa fare meno male della verità (e purtroppo non è così). Mi riferisco a ragazze madri che raccontano che il papà è morto, a figli di un genitore carcerato/malato di mente/abbandonico a cui vengono raccontate le storie più disparate, a bambini a cui non viene detto che il padre biologico è in realtà un partner precedente…
In questi e altri casi va detta la verità “positiva”, nei termini che il bambino può comprendere a seconda dell’età. Le spiegazioni vanno adeguate alla comprensione del bambino, a seconda dell’età e sempre valorizzando la parte buona e rassicurante.

 

I bambini hanno sete di conoscenza, sono naturalmente curiosi nei confronti della vita e di tutto ciò che li circonda. Certo, può essere difficile e a volte anche stressante rispondere ai loro mille “perché?”, ma è fondamentale non creare attorno a situazioni particolari dei tabù o degli aloni di mistero, perché il “non detto” disorienta e angoscia il bambino. Non sempre i genitori si sentono pronti a rispondere a domande su temi più delicati come per esempio il sesso, una notizia scabrosa magari ascoltata al telegiornale, la malattia o la morte di una persona cara e allora meglio prendere tempo e rimandare la discussione, dichiarando sinceramente e serenamente che si ha bisogno di informarsi al riguardo. In tal modo si dimostra rispetto per il bambino, si dà la giusta importanza alla sua domanda e si ha la possibilità di documentarsi e discutere eventualmente anche con il partner sul modo più giusto per affrontare l’argomento.
Il dialogo è alla base di un rapporto sereno e costruttivo tra genitori e figli e la sincerità, la fiducia e il rispetto ne sono gli ingredienti fondamentali. I più piccoli hanno una capacità di comprensione che supera le aspettative dell’adulto e, spesso, dimostrano di aver compreso una situazione prima ancora che gliene si parli, perché riescono a percepire e avvertire nell’aria tensioni, dolore o preoccupazione. È importante non far finta di niente quando ci sono problemi in famiglia, perché i bambini potrebbero costruirsi una “loro” verità, attribuendosi colpe non loro, come spesso accade durante le separazioni tra i genitori.

 

Non mentire e non prendere in giro i propri figli non deve voler dire, però, doverli trattare “da grandi”, ma significa parlare loro con chiarezza, serenità e onestà e con parole adatte all’età e alla maturità del bambino, incoraggiandolo sempre al dialogo e all’espressione dei propri dubbi e sentimenti.
Purtroppo, non si possono evitare ai bambini situazioni spiacevoli o difficili, che fanno parte della vita di ognuno, ma si può aiutarli a viverle ed elaborarle nel modo migliore, facendo sentire loro affetto, vicinanza e comprensione.

 

E per voi mamme acrobate quali sono state le verità più difficili da raccontare?

Per approfondire:
Wiemann Irmela, Quanto essere sinceri con i figli? Come dire ai bambini anche le verità più difficili, Edizioni Erickson, 2006
Ferri Enza, Scuola per i genitori, Armando Editore, 2007

Author

Laureata in Economia per inerzia e poi in Scienze della Formazione per passione, ora sono felicemente educatrice e mediatrice familiare (e ancora manager, ma solo per se stessa!). Adoro giocare con mia figlia, ma non mi sentirei completa senza il mio lavoro così, da brava – per modo di dire! - MammAcrobata, provo a conciliare tutto, a costo di star sveglia fino a tarda notte. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che difendono i diritti dei minori e sostengono famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.

2 Comments

  1. Bell’articolo e mi ritrovo in pieno con quello che tento di fare con mia figlia: mai e poi mai dirle panzane. Infatti quando la nonna le ha detto che basta con le ciliegie perche’ dentro ci aveva messo la medicina, l’ha presa in giro con tanto di sganasciata 😀

  2. Argomento davvero interessante. Io non sono solita dire bugie a mio 6enne, è abbastanza sgamato e capisce subito se lo prendi in giro. Magari dico una verità più dolce, non nuda e cruda, anche perchè se mi rifà la stessa domanda e non mi ricordo cosa gli avevo detto la volta scorsa?? son problemi neh!!