Mamme Acrobate

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Casa

Lo specchio per i bambini

specchio per bambiniTutti quanti ci siamo ritrovati, almeno qualche volta, a guardarci allo specchio giocando con la nostra immagine e testando espressioni e smorfie grottesche!

Un po’ suggestivo e un po’ magico lo specchio è uno strumento che media la conoscenza della propria figura corporea fin dalle prime tappe dello sviluppo e che crea divertenti illusioni dello spazio circostante. Il processo di riconoscimento avviene con gradualità e sorpresa poiché lo specchio rimanda immagini dilatate e ribaltate di noi, degli altri e dell’ambiente.

E’ per i bambini un versatile elemento suggestivo di divertimento e di conoscenza di sé stessi, ma anche un oggetto di uso quotidiano per prendersi cura della propria persona e della propria immagine.

Economico e facilmente acquistabile può essere fissato – ad altezza di bambino- in cameretta o negli ambienti condivisi accanto a quello degli adulti: in soggiorno piuttosto che all’ingresso o in bagno.

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La casa secondo i bambini: ecco il decalogo

casettaNel 1995, per iniziativa di un gruppo di architetti, insegnanti, geometri e pedagogisti, viene avviata una ricerca che ha coinvolto circa 700 bambini delle scuole materne di Correggio e Rio Saliceto (Reggio Emilia) sostenuta dall’idea che le case standardizzate attualmente costruite nelle nostre città non rispondono, di fatto, alle esigenze dei membri della società “più fotografati e meno ascoltati” : i bambini.

Negli anni successivi il materiale raccolto nella ricerca viene presentato alla mostra “Selezione di esperienze di urbanistica e progettazione partecipata e comunicativa INU-WWF” a Bologna (1996) e, nel 1998, viene organizzato un evento simbolico con l’occupazione della piazza di Correggio con piccole case fatte di cartone: “I bambini (si) occupano (de) la città”. 

Nel 1999 viene pubblicato il “Manifesto delle Esigenze Abitative dei Bambini”, un volume che raccoglie quanto emerso nelle precedenti fasi di osservazione, di ascolto e di studio e che darà come risposta concreta la costruzione di “Coriandoline”, un quartiere di Correggio inaugurato nel 2008, progettato e pensato interamente a misura di bambino (www.coriandoline.it)

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Nuove foto nella PHOTO GALLERY dedicata alla CASA

Indice GalleryPer rimanere in tema di CASA e complementi d'arredamento, in occasione della Design Week milanese dedicata al Salone del Mobile 2010, abbiamo aggiornato con nuove foto la photo gallery Ambienti domestici a misura di bambini.

L’album, realizzato da Maya Azzarà, è un insieme di suggerimenti, proposte ed idee per organizzare ed adattare una casa a misura di bambino tramite l’utilizzo dell’arredamento. E' stata realizzata una carrellata di foto su alcuni ambienti domestici (soggiorno, ingresso, cucina, bagno, camera dei genitori)  con l’individuazione grafica degli spazi condivisi e di quelli esclusivi, con particolare attenzione all’accessibilità diretta da parte dei bambini in funzione delle diverse attività quotidiane. Vi proponiamo per ora SOGGIORNO e INGRESSO.

Ci piacerebbe molto raccogliere le vostre foto e creare al più presto una Gallery  dedicata alle CASE delle MammeAcrobate. Se avete quindi già realizzato degli adattamenti pratici e funzionali per rendere più autonome e libere le azioni dei piccoli di casa, mandateci le vostre foto a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Le foto più belle ed originali potranno inoltre essere da spunto per nuovi articoli sull'argomento Una casa a misura di bambino e potranno essere utilizzate, dietro vostro consenso, proprio come immagini di futuri articoli.

Guarda la PHOTO GALLERY

 

L'orologio per i bambini

orologio per bambiniIn età prescolare i bambini non sanno leggere l’orologio e la loro cognizione e percezione del tempo raramente coincide con quella di noi adulti.

Quante volte al mattino indugiano per prepararsi ad uscire di casa o alla sera si attardano prima di andare a dormire vedendo che i genitori sono ancora svegli (e con molte, moltissime cose ancora da fare!) ?

Oltre alla suddivisione degli spazi di casa anche l’arredo ed i complementi appropriati possono venirci in aiuto nella gestione della convivenza domestica.

La quotidianità delle famiglie è regolata da diversi ritmi e differenti momenti nell’arco della giornata ed il cui indicatore è normalmente contrassegnato dall’orario.

Come coinvolgere e chiarire ai bambini il (nostro) concetto di tempo dando loro qualche strumento per partecipare alla “puntualità” e agli “impegni” in modo attivo e, per quanto possibile, cosciente?

L’orologio che vi presento è stato pensato su misura per le mie figlie e per le abitudini della nostra famiglia, ma ben si presta a rivisitazioni e riadattamenti a seconda delle varie esigenze.

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Una casa a misura di bambino

copertina libroUna casa a misura di bambino. Soluzioni facili ed economiche per rendere l’ambiente domestico più adatto alle esigenze dei bambini

di Honegger Fresco Grazia e Honegger Chiari Sara, Red edizioni, Milano, 2005

Un libro di idee e consigli per modificare la propria casa a misura di bambino fin dal suo arrivo, organizzandola e adattandola facilitando le esigenze della sua crescita. Le autrici suggeriscono per ogni ambiente della casa - dall’ingresso, alla cucina, al soggiorno, alla cameretta, al bagno - modi per renderla più confortevole, più adatta e più sicura per i piccoli.

“ [Ma] per quanto sia ridotto il tempo che vi trascorriamo, è pur sempre la casa di tutti coloro che vi abitano. Perché non provare a viverla insieme come luogo di attività, come spazio che risponda alle esigenze di tutti, adulti e bambini? Questo libro nasce dalla convinzione che ciò sia possibile: non si troveranno qui proposte di attività estranee a quello che è l’uso consueto della casa (esistono oggi in commercio moltissimi libri che insegnano di tutto, dalla ceramica alla falegnameria, dagli origami ai burattini e via dicendo), ma piuttosto idee su come utilizzare al meglio ciò che la casa, di per sé, già offre.”

Il testo è inoltre fornito di schede corredate da disegni illustrativi che propongono la fabbricazione casalinga di giochi e accessori: dal pompon, al fasciatolo, “al grembiule impermeabile per le emergenze”, alla pasta di sale. Ricco di spunti è un libro pratico e che stuzzica l’inventiva dei genitori per trovare sempre nuove soluzioni e strategie per rendere la propria casa adatta ai bambini.

 

Una casa con divisioni e condivisione di una casa

Creare spazi per i bambini tra quelli degli adulti, sul principio di un rispetto reciproco, aiuta i più piccoli a crescere imitando l’adulto spontaneamente e senza false simulazioni, a progredire senza imposizioni, a responsabilizzarsi e a diventare indipendenti… e dunque meno disturbatori e distruttori!

Avere libero accesso alle cose di proprietà altrui, riposte accanto alle nostre, genera senso di condivisione reciproca e pure un certo disinteresse per ciò che non ci appartiene. Basti pensare ad uno stesso guardaroba utilizzato da marito e moglie: ambedue sanno cosa contiene la parte dell’altro, gli è accessibile, ma nessuno dei due apre abitualmente le ante del consorte per appropriarsi delle sue cose. Allo stesso modo penso che un bambino che ha fogli su cui disegnare e pennarelli riposti accanto a quelli dei genitori, a cui viene spiegato che i fogli che può utilizzare sono quelli nella prima mensola alla sua altezza (e non le bollette da pagare che trova sulla scrivania), utilizzerà le cose che gli sono state indicate come riservate a lui, evitando di fare danni alla prima occasione in cui trova una penna in giro.

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Ospiti o coinquilini?

Quando siamo ospiti a casa di qualcuno per qualche giorno, generalmente ci viene assegnato un letto in cui dormire e qualche volta una camera riservata. Se la permanenza è prolungata, ci viene fatto spazio in un armadio per potervi conservare le nostre cose svuotando le valigie.

All’infuori di questo, poiché la nostra presenza è provvisoria, le altre zone della casa rimangono immutate: se abbiamo con noi dei libri o un beauty case è improbabile che i padroni di casa liberino un intero scaffale della loro libreria o dell’armadietto del bagno per farci riporre le nostre cose: ci si aspetta che, in quanto ospiti, le teniamo conservate nel luogo della casa che ci è stato assegnato all’arrivo.

Quando invece si è coinquilini, ossia abitanti stabili di una stessa casa, si organizzano in modo naturale due tipi di zone: una più privata –come ad esempio la camera da letto, a volte anche condivisa con un altro abitante della casa- ed una zona collettiva come il bagno, il soggiorno, la cucina piuttosto che il ripostiglio. Qualora si divida l’appartamento con un’altra persona si dà per scontata un’equa divisione degli spazi comuni: nella libreria gli scaffali vengono spartiti e assegnati a ciascuno degli inquilini, così come gli sportellini del mobiletto in bagno, o lo spazio nelle scarpiere o i cassetti dell’armadio.

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DALLA (mia) CAMERETTA ALLA (nostra) CASA

Quando non ero ancora grande vivevo in una splendida cameretta. Tutta mia.

La mia cameretta era molto ampia e luminosa e spesso, nei pomeriggi di bambina, ospitavo le mie compagne di scuola, se non altro per farmi una sana mangiata di pop-corn in compagnia.
Fuori dalla mia stanza c’era il resto della casa, una grande casa, con molte stanze e molti spazi; le orme del mio passaggio, però, erano prevedibili: l’unico tragitto che percorrevo era quello camera-giardino e, qualche volta, camera-studio.

A calamitarmi nello “studio” nei pomeriggi noiosi c’era la mia amica più fedele: la televisione.
Poco più in là nella stanza c’era la solenne scrivania dei miei genitori, dietro la quale c’era la loro libreria.
Ricordo bene le due vetrine: una di mamma, ben chiusa con sette giri di chiavistello, quattro lucchetti e un catenaccio di acciaio NiCrMo5, e una di papà, completamente rivestita dall’interno di carta per occultarne il contenuto. Ricordo gli scaffali pieni di libri e di scatoline meravigliose assolutamente inaccessibili; le ante poste alla mia altezza erano ben chiuse con le chiavi - le quali venivano metodicamente nascoste in un vasetto, dentro a un armadio, dietro a un libro o negli scaffali alti (dovevo essere decisamente una bambina pestifera).

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